Negli ultimi anni, il CBD (cannabidiolo) è diventato sempre più diffuso e apprezzato per le sue potenzialità nel favorire il benessere psico-fisico. Ma oggi, questa sostanza naturale rischia di essere drasticamente limitata in Europa.
Un nuovo rapporto minaccia la libera circolazione del CBD
Recentemente, un ente di ricerca francese, l’ANSES (Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail), ha presentato un documento presso le istituzioni europee in cui afferma che il CBD potrebbe avere effetti tossici sulla riproduzione. Questo studio sta attualmente venendo valutato dall’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche.
Se le conclusioni di ANSES venissero accolte senza contestazioni, il CBD potrebbe essere classificato come sostanza pericolosa. Questo significherebbe una severa restrizione alla sua vendita: non più liberamente disponibile nei negozi specializzati o online, ma solo dietro prescrizione medica e in preparazioni galeniche.
Uno studio discutibile
Con le nostre associazioni di settore abbiamo analizzato il documento e riteniamo che presenti numerose criticità. Lo studio si basa esclusivamente su test effettuati su topi e ratti, con dosi estremamente elevate di CBD, non comparabili con l’uso umano quotidiano. Inoltre, mancano dati rilevanti e concreti sull’impatto reale sull’uomo, nonostante milioni di persone utilizzino il CBD da anni senza effetti collaterali significativi.
Cosa rischiamo davvero?
Una regolamentazione così severa non solo limiterebbe la libertà di scelta dei consumatori, ma aprirebbe le porte a un monopolio farmaceutico, con conseguente aumento dei prezzi e minore accessibilità per chi utilizza il CBD a scopo di benessere quotidiano.
Cosa possiamo fare?
La buona notizia è che possiamo agire.
Fino al 16 maggio 2025, ogni cittadino europeo ha il diritto di inviare un commento all’ECHA per esprimere la propria esperienza diretta con il CBD e contestare la proposta basata sullo studio dell’ANSES. COMMENTA SU ECHA
**Come inviare il tuo commento
Sul sito Canapa Sativa Italia trovi una guida dettagliata su come inviare il tuo commento all’ECHA. Bastano pochi minuti per fare la differenza. LEGGI LA GUIDA CSI
È un’occasione importante per far sentire la nostra voce e difendere una sostanza naturale che ha migliorato la vita di tante persone.
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